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La LINEA del MONDO

Pensa­te ad una luc­cio­la che emet­te un baglio­re ogni secondo
o ad un aereo­pla­no che di not­te scan­di­sce la sua posizione
con un rego­la­re, inter­mit­ten­te, segna­le luminoso.
Ogni baglio­re è un ‘even­to’;
l’insieme di tali even­ti dise­gna una sequenza
che si sno­da attra­ver­so il per­cor­so del­la luc­cio­la o dell’aeroplano
come un filo di perle.

LineaMondo_I

Ordi­nia­mo le per­le sopra un foglio di carta;
spa­zio per­cor­so ver­so tem­po tra­scor­so, sul­le due dire­zio­ni perpendicolari.
Ciò che col­le­ga gli even­ti, rap­pre­sen­ta una trac­cia attra­ver­so lo spa­zio ed il tempo.
Lo spa­zio che la luc­cio­la per­cor­re al pas­sar del tempo
ha un nome mera­vi­glio­sa­men­te evocativo:
linea-mon­do.

LineaMondo_II

La luc­cio­la attra­ver­so lo spa­zio-tem­po tra­sci­na con sé la sua fuga­ce linea-mondo
pro­prio come ogni par­ti­cel­la nell’universo esi­bi­sce una pro­pria linea-mondo
pur sen­za emet­te­re luce né alcun altro segnale.
La trac­cia dà sen­so agli even­ti a cui la par­ti­cel­la par­te­ci­pa lun­go il viaggio:
incon­tri, col­li­sio­ni, incro­ci, sguar­di o avvi­sta­men­ti con altre particelle.

LineaMondo_III

Pos­sia­mo uni­re i pun­ti sul­la nostra car­ta del­lo spaziotempo.
La linea dise­gna­ta non è la linea-mon­do in sen­so proprio,
ma solo una imma­gi­ne bidi­men­sio­na­le di un pro­ces­so a quat­tro dimensioni.
Un trat­to di mati­ta che cor­re sopra un foglio
come quan­do su una map­pa stra­da­le trat­teg­gia­mo “la via da percorrere”
la qua­le non è la stra­da stes­sa, ma solo una sua immagine.

LineaMondo_IV

Nel­l’af­fol­la­to sus­se­guir­si tem­po­ra­le degli eventi,
nei ral­len­ta­men­ti ed acce­le­ra­zio­ni, nei cam­bi di dire­zio­ne o posizione,
la per­ce­zio­ne del­la vera linea­mon­do che cia­scu­no dise­gna ci è preclusa,
per­chè essa sta al di sopra e al di là di qua­lun­que nostra raf­fi­gu­ra­zio­ne.

LineaMondo_V

La linea­mon­do non è un per­cor­so fisi­co, una tra­iet­to­ria, una linea nel­lo spazio,
ma costi­tui­sce ‘la sto­ria’ di una par­ti­cel­la o di un cor­po esteso.
Essa si mani­fe­sta solo nel­le 4‑dimensioni, le tre di spa­zio più quel­la di tempo;
per ciò è un’esperienza nega­ta – nel dispie­gar­si – ai nostri mode­sti sen­si e stru­men­ti 3D.
Un ogget­to a ripo­so rispet­to a chi osser­va, dicia­mo che è immo­bi­le nel­lo spazio,
eppu­re que­sto ogget­to fer­mo trac­cia una linea-mon­do sul­la dire­zio­ne del tempo,
come noi, sedu­ti a leg­ge­re que­ste righe, fer­mi nel­lo spa­zio ma viag­gia­to­ri nel tempo.
Ogni ogget­to fer­mo attor­no a noi trac­cia una pro­pria linea­mon­do, paral­le­la alla nostra.

LineaMondo_VI  •  archi­vio a.m. 2019

Tut­to ciò che è impres­so sul­la map­pa è storia,
che pos­sia­mo ana­liz­za­re in ogni dire­zio­ne, nel­le dimen­sio­ni spa­zio e tempo.
L’in­ge­nuo dise­gno del­la map­pa spazio-temporale
fa debol­men­te affio­ra­re gli ‘sche­mi’ degli eventi,
ma non pos­sie­de alcu­na incli­na­zio­ne né potere
ver­so ciò che rap­pre­sen­ta.  (a.m. V’23)

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sug­ge­stio­ne da:  E. F. Tay­lor – J. A. Whee­ler    SPACETIME PHYSICS – 2nd ed. 1992

Pubblicato in S.T. DREAMs
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